CON I VIDEOGIOCHI, ARTRITICI GIA’ DA RAGAZZI

venerdì 6 giugno 2008

LONDRA – Stare incollati ai videogiochi non solo farebbe male agli occhi ma anche alle ossa: secondo una ricerca, la maggior parte dei ragazzi della ‘generazione PlayStation’, ovvero coloro che passano gran parte del tempo seduti davanti a uno schermo, oggi soffre di dolori alle articolazioni solitamente patiti dai loro nonni. E’ quanto emerge da uno studio svolto dalla Mbt (Masai Barefoot Technology) società di calzature ortopediche.

“E’ un fenomeno preoccupante”, ha detto al tabloid britannico Daily Express Joshua Wies, fisioterapista e direttore del reparto che forma i commessi dei negozi Mbt. “Gli adolescenti di oggi – ha proseguito – sembrano soffrire di patologie che solo 10 anni fa erano prerogativa degli ultrasessantenni”. L’indiziato numero uno è naturalmente lo stile di vita: sedentarietà eccessiva, posture dannose, e poca attività fisica.

Secondo i dati forniti dal rapporto, il 63% degli under-18 soffre di dolori alle ginocchia, più del 50% lamenta problemi al bacino e il 53% trascina i piedi quando cammina. Ma anche la tipologia di vita ‘metropolitana’ è sul banco di accusa: l’84% dei giovani, infatti, nella giornata tipo, cammina solo su superfici lisce di cemento, i marciapiedi, non sviluppando così i muscoli in maniera sufficiente ad adattarsi alle diverse situazioni.

Adoro le ricerce bem riuscite… *si accende un sigaro*

Fonte: Ansa

Messaggio positivo della settimana

mercoledì 4 giugno 2008

Ubriaco messicano investe ciclisti

Lungi da me da fare il moralista. Però ogni tanto ti capita di vedere certe foto e chiederti perché mettersi al volante mentre sei così ubriaco.

Fonte: ilMessagero

Il wc è sempre più “intelligente”

lunedì 12 maggio 2008

E’ in pratica uguale a se stesso da oltre cento anni, ma in questi ultimi tempi ha conosciuto una certa evoluzione: designers e inventori si sono sbizzarriti nel disegnarlo in forme nuove e dotarlo di molti accessori, soprattutto hi tech, per renderlo più “confortevole” e capace di intrattenere chi lo adopera. Stiamo parlando del wc, che adesso conosce una vera e propria innovazione, proponendosi in versione “intelligente” come un vero robot.

Insomma, la toilette volta pagina, anzi tavoletta, e si carica di elettronica, di ultrasuoni, di sensori e di un sistema idraulico futuribile. Il suo nome è già un programma: il nuovo water-robot si chiama “Furbo” ed è capace, ad esempio, di “accorgersi” che una persona è entrata in bagno. Ecco allora che i suoi sensori entrano in azione e fanno scattare l’apertura del coperchio. Discreto e silenzioso, aspetta che tutto finisca e che la persona si allontani, quindi chiude il coperchio e, grazie ai suoi circuiti elettronici, fa partire uno sciacquone che avvia un rapido e accurato ciclo di pulizia, igienizzazione e sanificazione. Poi, senza por tempo in mezzo, passa ad una rapida ed efficace asciugatura. Insomma, scopino e catenelle sono destinati a diventare veri reperti archeologici.

Il piccolo wc robot ha poi un sistema corredato da display che indica , passo per passo, tutte le operazioni di lavoro, ed è in grado di lanciare prontamente un allarme se qualcosa non va, anche nel caso di manomissioni e vandalismi, molto frequenti nei posti pubblici. Ma non è tutto qui: naturalmente “Furbo” è anche amico dell’ambiente ed è capace di ridurre del 50% il consumo di acqua procapite rispetto al tradizionale sciacquone, considerato ormai l’oggetto responsabile del 30% dei consumi idrici di una Terra a rischio siccità. Il balzo in avanti verso il futuro di questo oggetto indispensabile per la vita e per il benessere dell’uomo è un inventore italiano, Aldo Condusso. “Furbo”, che nella sua idea, ormai protetta da brevetti internazionali e già tradotta in prototipo, ha convinto la società Autogrill e sarà sperimentato, per la prima volta in Italia, in un’area di servizio alle porte di Roma.

“Furbo” in realtà è solo la punta dell’iceberg degli interessi che ruotano intorno all’”oggetto toilette”. Ogni anno, infatti, si svolgono importanti convention commerciali, specie nei paesi asiatici, per presentare tutte le novità legate a questo indispensabile elemento del bagno. Oltre ad “ospitare” tecnologie di avanguardia, il water è oggetto anche di accurate linee di design e di architetture sempre più spinte. A Seul, ad esempio, un ricco manager si è fatto addirittura costruire una vera e propria villa a forma di gigantesca toilette, La villa, che si chiama ovviamente “Toilet House” si trova a Suwon, nella provincia di Gyeonggi, a pochi chilometri dalla capitale sud coreana, ed è stata inaugurata pochi mesi fa, nel novembre 2007.

La residenza, tutta bianca, con tanto di roof garden, è foderata di finestre di cristallo, è ampia 418.72 chilometri quadrati, ed è lussuosissima. Il suo proprietario si chiama Shim Jae-duck, chairman della Organizing Committee of Inaugural General Assembly della Wolrd Toilet Association (Wta). Jae-duck ha spiegato di aver voluto questa villa dalla forma così particolare per rompere un tabù, sdoganare un accessorio indispensabile e spingere le persone a parlare liberamente del water e dei suoi annessi.

Fonte: TG COM

Suicida, come colui che gli donò il cuore

mercoledì 9 aprile 2008

WASHINGTON – Per dodici anni con un cuore non suo. Poi il destino lo ha riunito a colui che l’aveva fatto vivere. Sonny Graham, 69 anni, si è ucciso nel giardino di casa con un colpo di pistola alla gola, proprio come aveva fatto Terry Cottle, il 33enne che gli donò il cuore nel 1996. In seguito al trapianto che gli ha permesso di sopravvivere, Graham aveva inizato una corrispondenza con la famiglia del suo donatore e aveva conosciuto la moglie di Cottle, Cheryl, allora 28enne. Tra i due è nata una relazione e nel 2004, dopo che Sonny è andato in pensione, si sono sposati e sono andati a vivere a Vidalia. Qui l’uomo ha deciso di togliersi la vita nello stesso modo del suo donatore. Rendendo vedova per la seconda volta la stessa donna.

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